CORTE DEL VENTO: la crisi come opportunità di sviluppo

Viaggio nelle comunità che ospiteranno il prossimo raduno estivo della Rete Italiana degli Ecovillaggi

Ogni ecovillaggio ha una sua personale storia fatta di burocrazia, entusiasmo, idee, crisi, evoluzioni, precursori ed uno sguardo sempre proiettato al futuro.

L’ecovillaggio Corte del Vento, che sta sorgendo su un pianoro soleggiato a 700 metri di altitudine, a San Rocco di Tretto, nel comune di Schio (VI), muove i suoi primi passi nel 2009, ad opera dell’associazione San Rocco Community.

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L’intento dei fondatori è quello di realizzare un progetto comunitario nella regione Veneto, che all’epoca appariva piuttosto inospitale per questo tipo di realtà, a causa di una normativa restrittiva e di costi molto elevati.

Nelle storie migliori, accadono spesso imprevisti o coincidenze che offrono quasi l’impressione che tutto sottostia ad una volontà più grande dei singoli. Questa è una di quelle storie: uno sfratto e una separazione diventano quindi l’occasione per trovare un nuovo modo di vivere, un cohousing in grado di ospitare diversi nuclei famigliari ed accogliere le attività della San Rocco Community.

Da subito l’associazione esplora i confini della propria comunità e dei territori limitrofi, presentando l’idea dell’ecovillaggio e promuovendo come cardini del progetto il contatto con la terra, un lavoro di crescita personale ed un mutuo sostegno ed aiuto reciproco.

Per rimanere in tema di sincronicità, in un territorio decisamente frammentato, senza la possibilità di trovare edifici esistenti in grado di ospitare il progetto, il gruppo fondatore, costituito da 8 famiglie, nel 2009 individua subito il terreno edificabile, che diventerà la sede di Corte del Vento.

Il vento che soffia potente nell’assolato altopiano di San Rocco, il vento del cambiamento e della flessibilità che coinvolge inevitabilmente un gruppo che decide di portare avanti un progetto visionario e innovativo e che vedrà susseguirsi tante figure diverse: ognuna con un proprio ruolo e contributo prezioso.

Corte del vento primavera

Un progetto ambizioso quello di Corte del Vento, sia dal punto di vista di risorse economiche, sia per impegno e intento.

Nel corso degli anni, nonostante le numerose attività ed i successi dell’associazione, alcuni dei fondatori perdono motivazione ed entusiasmo e decidono di lasciare il gruppo.

Nel 2016 arriva la crisi più forte: Cosa vogliamo veramente da questo luogo? Siamo disposti a vivere realmente in un ecovillaggio? Siamo pronti a continuare ad investire risorse e tempo in questo progetto? Queste sono le domande a cui rispondere, domande che decidono di un futuro incerto ma pieno di speranze ed opportunità.

Forte è l’esigenza di abitare lo spazio scelto come casa, anche se ancora non esistono luoghi che possono essere riconosciuti come “case”, per portare presenza e sostegno e non disperdere energie e risorse preziose.

Il futuro si affida così al proprio intento, alla speranza di non essersi nascosti dietro ad un’illusione, alle candele ed agli incensi accesi nel cuore della proprietà ad illuminare una strada offuscata, ma sincera, entrando in connessione con lo spirito del luogo.

La via del cuore porta nuovamente i suoi frutti ed il gruppo, rinnovato e motivato si ritrova ad avere le risorse ed i permessi per iniziare la costruzione del primo edificio che ospiterà i primi nuclei famigliari, attorno ai quali graviterà l’intero progetto.

Andrea Stagliano Corte del VentoUn progetto di sperimentazione, di tessitura di competenze, di collaborazioni, di crescita personale continua, di comunità, di armonia con i principi di Madre Terra.


La storia di Corte del Vento ci è stata raccontata da Andrea Stagliano, attualmente co-presidente uscente della Rete Italiana Villaggi Ecologici. E’ arrivato a Corte del Vento nel maggio/giugno 2009, in cerca di qualcosa di più dell’associazionismo, che fosse in grado di metterlo in gioco tutti i giorni e di mettere insieme passione e lavoro. Un’amica gli parlò della proposta di ecovillaggio a Schio: finalmente qualcosa vicino casa!

La sua risposta “se non sono dei folli o dei fanatici religiosi, Aderisco!” comunica la determinazione riposta in un progetto complesso, ma ricco di soddisfazioni, che ha visto allontanarsi molti dei fondatori, ma che ha aggregato anime e cuori guidati da un sogno comune. Ed oggi finalmente si inizia a costruire!


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